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Un vero paradiso...la Corsica PDF Stampa E-mail
Scritto da Elvis   
"La montagna in mezzo al mare……" questo quello che diceva de Maupassant della Corsica, per noi, che la guardiamo dal nostro stivale, è l'isola francese bagnata dal mare italiano.
Con una storia travagliata alle spalle, tra conquiste, abbandoni, colonizzazioni e quant'altro, adesso è una meta turistica molto ambita e frequentata e, per chi non dispone di tantissimi giorni, è un luogo ideale poiché facilmente raggiungibile tramite comodi traghetti.
Noi siamo salpati da Livorno con MobyLine (offerte speciali per la coppia + 1 mezzo, in questo caso la moto, www.moby.it ) e in meno di 4 ore abbiamo messo piede in terra francese o meglio in terra Corsa.


Da sempre conosciuta come un paradiso per i motociclisti la nostra scelta è caduta su quest'isola sia per la facilità con la quale si può raggiungere sia per tutto quello che avevamo sentito dire a proposito dei suoi luoghi: infatti in pochi chilometri quadrati esiste un concentrato di situazioni climatiche e paesaggistiche difficilmente riscontrabili altrove, dove montagne, callette a picco sul mare, prati verdi e spiagge convivono creando un microcosmo invidiabile a zone molto più estese.
Il traghetto arriva puntuale, anzi con un leggero anticipo al porto di Bastia e purtroppo i nuvoloni che ricoprono per intero l'isola non ci fanno sperare nel meglio. La voglia di prendere contatto con questa terra è tanta per cui non ci soffermiamo troppo nella città e iniziamo una lenta discesa verso sud fino a Corte cuore un tempo della Corsica.

La d81 è la statale che ci porta fuori dal centro (bisogna seguire le indicazioni per S. Florent) la strada si fa subito divertente ed è facile farsi prendere la mano evitando così scorci pittoreschi sul porto e sul chilometrico lungomare, l'unica nota incolore, in questa prima mescolanza di tinte, è una discarica a cielo aperto dove gabbiani e altri uccelli, trasformati in voraci predatori, improvvisano acrobatiche danze …acceleriamo!!Dopo una decina di km circa imbocchiamo a sinistra la d38, direzione Oletta.
I panorami sono maestosi, incontaminati danno un senso di pace, il tutto interrotto unicamente dal passaggio delle nostre moto, infatti, in questo periodo dell'anno, il traffico è ridotto quasi esclusivamente ai mezzi dei locali


Da Oletta continuiamo verso Murato che si trova nel cuore della regione del Nebbio e dove sorge la solitaria chiesa di San Michele di Murato, risalente al 1140 circa, è un magnifico esempio di romanico-pisano, una leggenda narra che sia stata costruita in una sola notte dagli angeli.


Riprendiamo la strada, se così la vogliamo chiamare perché la D5, da Murato a Ponte Leccia, è un ininterrotto susseguirsi di asfalto sbriciolato, ghiaia, detriti dietro ad ogni curva e tutto quanto non si possa immaginare nel bel mezzo della careggiata. Poco male, l'andatura prende un piglio del tutto turistico a vantaggio dei panorami che si stagliano dietro le nostre visiere.
I 20 km che separano Ponte Leccia da Corte si riassumono in una carezza di gas lungo la veloce e più moderna D193.

Corte, cuore della Corsica, riveste ancora le sue antiche vestigia di quando era capitale dell'isola, qui fu fondato il primo governo indipendente e ancora ad oggi è il simbolo del nazionalismo e della cultura, infatti proprio qui ha sede l'unica Università del territorio. Non propriamente una città turistica è comunque invasa, durante l'estate, da centinaia di visitatori per le innumerevoli possibilità di escursioni soprattutto come base di partenza per la splendida Val Restonica. Il nostro è un passaggio fugace e ci godiamo il paesaggio dall'alto della cittadella antica. abbarbicata su uno sperone di roccia.
Poiché il nostro obiettivo è di raggiungere Porto raggiungiamo Castirla per poi imboccare la D84 ovvero "scala di Santa Regina". Questa strada che porta fino all'omonimo passo è una delle più caratteristiche e suggestive dell'isola: prima di tutto il paesaggio, gole di granito rosa fanno da cornice al fiume Golo (neanche a farlo apposta) suo artefice e per finire una strada sinuosa fa da contorno a queste rocce, un misto stretto a tal punto da sembrare a volte una semplice appendice dei costoni stessi. Il panorama è quasi surreale e il colore rossiccio ci regala un' atmosfera veramente unica, curve e controcurve fino a a Col del Verghio (con la presenza di una statua di Gesù Cristo), siamo proprio in cima e adesso lo scenario è caratterizzato da vette innevate, incredibile.. gli scatti delle nostre digitali si sprecano.



Il sole inizia il suo cammino verso il placido letargo notturno, ma sembra aspettarci, sembra volerci regalare gli ultimi raggi per indicare a noi, che da est a ovest abbiamo seguito il suo tragitto per attraversare la Corsica, la via per raggiungere Porto cosi, immerso in un tramonto che infiamma le coste di granito rosa, dopo vette e montagne innevate siamo ai piedi di un mare che bagna le coste di un paradiso della cui bellezza anche l'Unesco se n'è accorto.



 

Porto è la marina di Ota, si trova all'interno dell'omonimo golfo (si dice il più bello dell'isola) in un insenatura scavata nella costa cinta da scogliere di granito rosa dalle mille sfumature e una torre di guardia genovese all'imboccatura del porto è un po' il simbolo del paese. Porto è tenuto molto bene ma a noi appare leggeremente artefatto: un tempo piccolo borgo di pescatori, è stato radicalmente cambiato con alberghi e ristoranti; noi soggiorniamo all' Hotel la Calipso in un confortevole ambiente e soprattutto in camere vista mare.
Cena in un ristorante vicino con le prime impressioni sulla giornata, tutti siamo concordi nel riconoscere le meraviglie paesaggistiche della Corsica con una moltitudine e una varietà di scenari luce e colori che mai avremmo pensato, un bel brindisi la degna conclusione.
Oggi ci spostiamo verso sud, lungo la strada costiera D81, e immediatamente incontriamo uno dei tratti costieri più spettacolari dell'isola, quello che da Porto arriva a Piana: Les Calanques.
 

Queste favolose formazioni rocciose, che ad ogni curva offrono nuovi e stupendi panorami grazie alle rocce granitiche, devono la loro bellezza all'azione congiunta dell'erosione di acqua e vento ed è sorprendente come colonne ritorte, massi e pietre scavate, piramidi, animali e mostri prendono forma dal mare e maestose salgono in verticale, il tuffo nel passato è inevitabile. Questi calanchi, belli di giorno, sono ancor più scenografici quando ombre e colori prendono vita al calare del sole creando forme in un paesaggio irreale.

Salendo verso piana, in un largo tornante, troviamo le indicazioni per lo Chateau Fort: una breve escursione (non impegnativa) di circa 30 min. che prende il via dalla "Tete de Chein"(una roccia che assomiglia a una testa di cane) e ci porta a raggiungere una piattaforma naturale (conosciuta come Chateau Fort) dalla quale si gode una vista sul golfo di Porto e dei Calanchi stessi…imperdibile (soprattutto al tramonto).
 

Risaliamo in moto visibilmente affaticati a causa di questa escursione fuori programma….forse scarponcini e pantaloncini corti sarebbero stati meglio di tute in cordura e stivali a ganci, nessun problema, siamo stati ampiamente ripagati.
Il salto nel passato si esaurisce dopo Piana, la strada ritorna a percorrere colline verdi con tracciati disegnati appositamente per la moto..rituali di danze e pieghe, l'assolo di un mono, la sinfonia di bicilindrico fino al rock esplosivo di un quattrocilindri..musiche che si alternano su di un palcoscenico naturale chiamato Corsica…delirio della mente o brontolio dello stomaco??? Sarà l'aria del mare o l'allegra scampagnata ma tutti quanto siamo affamati e quale miglior posto dove fermarci se non Sagone, rinomata non solo per la spiaggia ma anche per l'ottima cucina. Segnaliamo il ristorante "a Stonda", ma l'oste non si può dire vinca il premio simpatia e il ristorante "la Marina" (sono uno di fronte all'altro) dove abbiamo mangiato un ottimo pesce sulla veranda direttamente in spiaggia.
Il ritorno a Porto ci regala i Calanchi incendiati da un rosso ocra.



 

La mattina veniamo informati che la strada per raggiungere Calvi è impraticabile a causa di una frana e "purtroppo" dobbiamo ripercorrere la D84 fino a Corte per poi raggiungere S.Florent, così riattraversiamo la foresta d'Aitone con uno slalom speciale tra cinghiali, maiali e capre che indisturbate pascolano da un lato all'altro della carreggiata.
Lungo la D8, poco prima della famosa spiaggia di Ostriconi, voltiamo a destra imboccando la D81, il paesaggio dopo poche curve cambia repentinamente e la vegetazione si fa talmente arida e secca che capiamo di essere entrati nel Desert des Agriates che si estende per circa 30 chilometri.
Questo tratto di strada che non corre proprio vicino al mare attraversa montagne, rocce, speroni che poco hanno in comune con la generale idea di deserto se non una vegetazione quasi nulla, bruciata dal sole e non solo, con una conseguente immobilità, quasi irreale, della zona. Una delle attrazioni principali del posto è senza dubbio la spiaggia della Saleccia che, conosciuta anche perché hanno girato il film "il giorno più lungo", viene spesso paragonata alle distese di sabbia tropicali.
Tanto arido il paesaggio tanto più forti sono le emozioni che la D81 regala dopo ogni tornante, un asfalto sempre perfetto e curve raggiate ad opera d'arte trasformano il nostro passaggio turistico in una più performante tappa di montagna.Non resistiamo, complice l'assoluta desolazione in termini di vetture, e aggrediamo questi trenta chilometri come voraci predatori affamati azzanerebbero la loro preda, è una scarica continua di adrenalina che rende indiscutibilmente questo misto veloce il piu bello, da guidare, tra le strade percorse sino ad ora sull'isola.

 


A S. Florent consumiamo una delle più luculliane cene e una passeggiata lungo il porto e attraverso le vie del piccolo paese rendono la serata veramente gradevole, i locali la definiscono "petit S. Tropez" complici sicuramente gli yacht che ormeggiati fanno bella mostra di sé, nel periodo di ressa estiva è pressochè impossibile trovare un posto per alloggiare.
Il nostro traghetto ci attende alle 14:00 per riportarci in Italia ma abbiamo ancora il tempo per il periplo del "dito" passando per la famosa spiaggia nera di Nonza, Centuri e Macinaggio. Da segnalare i primi 20 km di questa strada costiera per un enorme e ininterrotto cantiere per il resto la strada è come sempre spettacolare e mai, come in nessun altro caso, così a precipizio sulla costa. Da segnalare sono le antiche torri genovesi, visibili in tutta l'isola ma in particolare proprio a Cap Corse.
Leghiamo la moto al traghetto con la mente che vola già alle strade nel sud della Corsica, purtroppo il tempo tiranno non ci ha permesso di spingerci oltre ma…… un altro itinerario è già in cantiere!
Sito dell'ente turistico dell'isola:
www.visit-corsica.com
 

Racconto di  Elvis "T2R" staff di www.turismoa2ruote.com




 

 

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