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Pensieri di viaggio in Caucaso PDF Stampa E-mail
Scritto da Adalberto Buzzin   
A me la Russia ha dato tanto, infatti non esiste solo il mal d'Africa ma anche il mal di Siberia, dopo aver letto e visto le immagini dell'Ossezia un nodo mi stringe la gola; povera gente, poveri bambini, che si accontentano di una penna o di un adesivo, sempre con il sorriso sulle labbra, sempre pronti a darti una mano quando chiedi un'informazione, per non parlare dell'ospitalità russa............

Le immagini viste direbbero il contrario, lo so, ma la verità è un'altra; quest’amabile popolazione è rimasta in balia di un gruppo di terroristi: nel Caucaso è normale.

Quando ho attraversato la Georgia e l'Azerbajian l'unico pensiero era la polizia, non gli abitanti che facevano festa al mio arrivo, per parlare, per comunicare, per ricevere e dare doni, storie d'altri tempi, eppure sono successe ieri.


Come dicevo la paura è sul confine e lungo le strade, dove il traffico è scarso ma i posti di polizia sono ovunque, quando ti vedono arrivare ti fermano........ poi con l'esperienza capisci cosa vogliono o chi sono: a qualcuno basta un regalo e anche una foto, poi magari ti invita a bere un the nel suo fatiscente ufficio, qualcuno invece è cattivo, rabbioso, ti chiede i documenti in malo modo, è nervoso, non sa che scusa inventarsi per chiedere soldi, attende una tua mossa, un tuo sbaglio, un tuo scatto di nervosismo. Bisogna essere calmi, sorridenti e cercare di parlare russo, così ci si avvicina, il poliziotto ammira la tua capacità di destreggiarti con la lingua e divieni simpatico, ma non devi mollare la presa, basta un attimo di rilassamento e tornano fuori con ferocia.

Al confine con l'Azerbagjian, lasciando la Georgia, a pochi km dalla Cecenia, le misure di sicurezza sono immense, i controlli spaventosi e non è vero come ho letto  che bastano 15 $ per corrompere un militare, ma ce ne vogliono molti di più. A me hanno pesato la macchina, tot $ a quintale: è uscita una bella cifra. Per fortuna il poliziotto era un po’ ubriaco e sono riuscito ad abbassare la mandorla, altrimenti non si passa, i controlli sono parecchi e superato un posto bisogna andare nell'altro mostrando la cartina del precedente per fare vedere che tutto è ok, e così via, fino alla sbarra, qui però bastano poche sigarette e via si parte, liberi di viaggiare almeno per una cinquantina di km.......


I ceceni? Io ne ho conosciuto uno, l'avevo aiutato in Turchia molti anni fa, al quale ho chiesto dei favori burocratici; non so come ma lui con due telefonate ha risolto il tutto.

Mi accorsi che era scaduto un visto di transito, come faccio? Non ti preoccupare, mi disse: “chiamo io il confine, quando arrivi ti sposti a sinistra e aspetti e poi fai come ti dicono”. Così ho fatto e così sono uscito da un paese, di cui non dico il nome, senza multe o mandorle varie, per aver involontariamente, sgarrato sulla scadenza  del visto.

Quando l'ho chiamato per ringraziarlo, mi hanno detto che era partito, ma per dove? Non lo so, non l'ho più sentito, ma sono sicuro che lo incontrerò ancora su qualche strada maledetta, come non lo so, ma lo sento.

I popoli del Caucaso, a parte l'aspetto fisico, sono scuri di pelle e assomigliano molto ai russi.  Non ho mai, ripeto mai, avuto problemi, solamente la polizia lungo la strada potrebbe creartene qualcuno, ma l'esperienza insegna: bisogna anticiparli e così ho sempre con me un biglietto di visita importante che mi apre le porte e le strade.

Che dire? A gennaio parto per una spedizione estrema in Siberia, una lunga corsa sui fiumi ghiacciati, con temperature che sfioreranno i -50°C, ma su una cosa sono sicuro: in caso di bisogno d’aiuto, di una qualunque difficoltà tecnica o personale potrò fidarmi della immensa generosità del popolo russo.

Durante il viaggio, di circa 18000 km, troverò tantissime presone con cui parlerò senz'altro dell'Ossezia e sicuramente cercheranno di farmi capire in tutti i modi che loro non sono fatti così: amano la vita, amano l'incontro con lo straniero, per comunicare in lingue diverse e capire i fatti, nessuna sfida.

Ho letto su alcuni siti delle cose terribili, del tipo, in Russia bisogna andare con un fucile a pompa nel bagagliaio ecc. ecc. quanta ignoranza, quanta superficialità nell'esprimere giudizi senza mai esser usciti da casa.


Pensieri di un viaggio in Caucaso di Adalberto Buzzin.

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